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Oro incenso e mirra I tre doni dell’essere umano

Immagine del redattore: andrea bertolini
andrea bertolini
1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min


Quando i Magi raggiungono il bambino, il Vangelo di Matteo racconta che si prostrano e offrono oro, incenso e mirra. La tradizione cristiana ha visto nell’oro il riconoscimento della regalità di Gesù, nell’incenso quello della sua natura divina e nella mirra, usata anche nella preparazione dei corpi, un’anticipazione della morte. I tre doni racchiudono così l’intero mistero del Cristo: re, presenza divina e uomo destinato al sacrificio.


Una lettura iniziatica può compiere un passo ulteriore. Se la nascita di Gesù rappresenta anche la nascita del principio cristico nell’essere umano, che cosa dobbiamo offrire perché questa presenza possa crescere? L’oro richiama ciò che in noi è più puro e incorruttibile: l’attenzione cosciente, la parte capace di riconoscere la verità. L’incenso sale verso l’alto e rende visibile nell’aria ciò che normalmente non vediamo; può quindi rappresentare la preghiera, l’aspirazione e il collegamento fra il mondo terreno e quello spirituale. La mirra, amara e preziosa, richiama invece la sofferenza accolta e trasformata, non ricercata né subita passivamente.


Nel linguaggio dell’Alchimia possiamo inoltre scorgere, senza pretendere una corrispondenza storica dimostrabile, un’eco dei tre principi dell’Opera: Zolfo, Mercurio e Sale. Essi indicano differenti energie che devono essere purificate e armonizzate perché l’essere umano possa trasformarsi. I doni dei Magi diventano così l’immagine di un’offerta completa: spirito, anima e corpo partecipano alla nascita interiore.


È importante non irrigidire queste corrispondenze. Un simbolo autentico non possiede un solo significato e la mirra, per esempio, può richiamare nello stesso tempo mortalità, guarigione e conservazione. Proprio questa ricchezza consente all’immagine di parlare in modo diverso secondo il momento attraversato dal cercatore.


La contemplazione deve quindi precedere ogni classificazione e mantenere sempre aperta la possibilità di nuove comprensioni.


I Magi non portano ciò che avanza, ma quanto possiedono di più prezioso. È una domanda scomoda anche per noi. Desideriamo spesso ricevere luce, conoscenza e protezione, ma ogni nascita spirituale richiede che qualcosa venga offerto. Può essere il nostro tempo, un’abitudine, un’identificazione o l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi.


Davanti alla mangiatoia possiamo quindi domandarci: qual è oggi il mio oro, quale il mio incenso e quale la mia mirra?

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