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Le nozze di Cana Trasformare l’acqua in vino

Immagine del redattore: andrea bertolini
andrea bertolini
10 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min



Nel Vangelo di Giovanni il primo segno di Gesù avviene durante una festa di nozze. Il vino è terminato e Maria richiama l’attenzione del figlio su questa mancanza. Gesù ordina allora di riempire sei grandi giare di pietra, destinate ai riti di purificazione, e l’acqua si trasforma in vino.


Il racconto è ricco di particolari simbolici. Le nozze indicano un’unione; la mancanza del vino rivela che questa unione non può compiersi con le sole risorse della condizione ordinaria. Le giare appartengono alla purificazione esteriore e vengono riempite “fino all’orlo”: ciò che era preparazione deve ora attraversare una trasformazione più profonda.


L’acqua è essenziale, limpida e vitale, ma non possiede il calore e la ricchezza del vino. In una lettura iniziatica può rappresentare la vita naturale dell’essere umano, con le sue energie ancora non trasformate. Il vino è la stessa vita dopo che una forza nuova ha operato in essa. Per questo l’Alchimia spirituale non cerca di distruggere la natura umana, ma di trasmutarla.


Il maestro di tavola osserva che il vino migliore è stato conservato fino a quel momento. È un capovolgimento delle consuetudini: normalmente si offre prima ciò che è migliore e poi ciò che vale meno. Nel cammino spirituale, invece, la qualità più preziosa può manifestarsi dopo un lungo lavoro. Ciò che viene alla fine non è un ritorno alla condizione iniziale, ma qualcosa che prima non esisteva.


Le giare sono sei, numero che precede il sette della completezza. Possiamo leggerlo, con prudenza, come il segno di un’opera ancora incompiuta: la natura umana ha raggiunto il proprio limite e necessita di un principio ulteriore. Il settimo elemento non è un’altra giara, ma l’azione trasformante del Cristo.


Anche la presenza di Maria è significativa. È lei ad accorgersi della mancanza e a dire ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Rappresenta un principio ricettivo capace di riconoscere il bisogno e di affidarsi all’azione trasformante.


Cana ci invita quindi a osservare le nostre giare. Sono vuote, riempite a metà o fino all’orlo? La trasformazione non avviene senza la nostra partecipazione: i servitori devono portare l’acqua. Ma il passaggio dall’acqua al vino appartiene a un ordine più alto, che può operare quando la materia è stata preparata.

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