
Andrea Bertolini
Un viaggio tra Oriente e Occidente alla ricerca della conoscenza iniziatica

Il mio percorso è stato un vero e proprio viaggio alla ricerca della sapienza iniziatica, un cammino dove i viaggi fisici e la ricerca spirituale si sono intrecciati indissolubilmente fin dalla giovinezza. I viaggi sono parte del mio DNA: fin da bambino ho viaggiato molto con la mia famiglia, soprattutto verso i Balcani e l’Oriente, avvicinandomi spesso a Istanbul, la porta dell’Asia.
La ricerca spirituale vera e propria è iniziata a vent'anni, quando ho cominciato a praticare la meditazione insegnatami da dei monaci indiani. Da quel momento, i miei interessi si sono rivolti a quell'area che va dai Balcani all’India e alla Cina, affascinato dalle spedizioni di figure come Alessandro Magno, Marco Polo e, più tardi, dai viaggi di Gurdjieff in Asia Centrale.
Ecco il racconto delle tappe fondamentali di questa mia ricerca:
A vent'anni feci il mio primo viaggio avventuroso "zaino in spalla" con un amico, arrivando finalmente in Anatolia, a Konya. Lì, nel mausoleo di Mevlana (fondatore dei dervisci rotanti), ebbi il mio primo incontro con un grande maestro sufi. Sebbene all'epoca fossi troppo giovane per comprenderne appieno il valore, quell'incontro lasciò un segno profondo; anni dopo scoprii che era stato uno dei più grandi maestri sufi del Novecento.
Successivamente, viaggiai da solo in un villaggio curdo al confine con l'Iran, dove gli occidentali non si erano mai visti. Grazie al Professor Mandel, conosciuto a Milano, venni indirizzato a una confraternita sufi in Turchia. Lì partecipai al rituale dello Zhik e il maestro mi parlò per la prima volta di Gnosi, cristianesimo esoterico e del Concilio di Nicea, concetti che avrebbero dato senso al mio percorso solo molto tempo dopo.
Nei primi anni '80 partii per l'India del Nord, interessato allo shivaismo del Kashmir, una corrente profondamente legata allo yoga tantrico. Il mio obiettivo era il pellegrinaggio alla grotta sacra di Amarnath, a 4.400 metri. A Srinagar, mentre meditavo, fui avvicinato da una persona che mi portò a vedere quella che, secondo una tradizione islamica locale, sarebbe la tomba di Gesù Cristo, sopravvissuto alla croce e morto in India. Questo fu per me un segnale simbolico fortissimo: ancora una volta, dopo l'incontro con i sufi, emergeva la figura di un Gesù "diverso" da quello della tradizione ufficiale.
-
Viaggiai in Ladakh attraverso strade che oggi sono considerate tra le più pericolose al mondo, su autobus sgangherati a 4.500 metri d'altezza. In quegli anni il Tibet non era visitabile, quindi il Ladakh era l'unico posto dove entrare in contatto con il buddismo tibetano. Successivamente, la mia pratica meditativa si è strutturata attraverso lo Zen, che ho seguito per 12 anni. Lo Zen è stato per me il cuore delle pratiche meditative, fornendomi una struttura sobria e sintetica che mi ha permesso di lavorare profondamente su me stesso.
-
Nonostante la bellezza delle tradizioni orientali, sentivo un senso di incompiutezza. Mi mancava qualcosa legato alla simbologia occidentale. Fu così che incontrai, proprio alla Libreria Esoterica, la scuola di cui faccio parte tuttora: quella della Quarta Via, basata sugli insegnamenti di Gurdjieff. Scoprì che l'essenza del suo insegnamento era il cristianesimo esoterico, ovvero la Gnosi. Gurdjieff conosceva persino gli insegnamenti del Vangelo di Giuda ben prima che il manoscritto venisse ritrovato nel 1978.
-
Da quel momento i miei viaggi si sono concentrati sul Medio Oriente: la Terra Santa, il Mar Morto e l'Egitto. In Egitto visitai il monastero di San Paolo, il più antico del mondo, situato in una zona desertica lontana dalle rotte turistiche, dove fummo accolti con grande ospitalità dai monaci copti. Viaggiai poi in Armenia, visitando la casa di Gurdjieff ad Alexandropol e la tomba di suo padre.
-
Uno dei viaggi più incredibili è stato quello recente ad Ani, l'antica capitale armena al confine tra Turchia e Armenia. È un luogo archeologico straordinario e quasi deserto. Proprio qui Gurdjieff, da giovane, sostenne di aver trovato le tracce dell'antica confraternita Sarmoung, risalente al 2.500 a.C. Ritrovarmi in quel luogo mi ha dato l'ispirazione per comprendere come i miei quarant'anni di viaggi avessero ricalcato le stesse zone geografiche e gli stessi interessi di ricerca della conoscenza iniziatica di Gurdjieff.
Oggi considero Gnosi, Alchimia e Quarta Via come tre facce di una stessa realtà. Il mio lavoro, confluito nei libri Viaggio nella Gnosi (frutto di 14 anni di studi e meditazioni) e I segreti di Gurdjieff, mira a rendere questi insegnamenti complessi accessibili e pratici, utilizzando anche le immagini per stimolare i centri superiori dell'essere umano e favorire una reale trasmutazione interiore.

Insegnare la Gnosi oggi
Corso di Teologia Gnostica
Oggi Andrea Bertolini è docente del Corso di Teologia Gnostica dell’Associazione La Teca Nazionale APS. Attraverso lezioni, seminari e materiali di studio accompagna gli studenti nell’approfondimento della Gnosi cristiana, della Pistis Sophia e della tradizione esoterica, unendo ricerca storica, pratica interiore e conoscenza di sé.