top of page
  • instagramvgn
  • facebookvng
  • youtubevgn
  • tiktokvng
  • spotifyvng

Estate, tempo di viaggi

  • Immagine del redattore: andrea bertolini
    andrea bertolini
  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Sulle strade dell’Est

Un viaggio verso Oriente, sulle tracce di Gurdjieff, delle antiche comunità del cristianesimo siriaco e di Isacco di Ninive, il mistico che Franco Battiato ha fatto riemergere, quasi misteriosamente, nella sua canzone Mesopotamia.



Da tempo sentivo il desiderio di rimettermi in cammino. Erano ormai trascorsi sei anni dal mio ultimo viaggio nella Turchia orientale, ai confini con l’Armenia, nella regione di Kars. Questa volta, però, avvertivo un’attrazione quasi irresistibile verso un itinerario completamente diverso: il sud-est della Turchia, tra Siria e Iraq, sulle tracce dei luoghi attraversati da Gurdjieff e raccontati in Incontri con uomini straordinari, ma anche di una terra nella quale sono ancora vive moltissime testimonianze dell’antico cristianesimo siriaco.

Nel Tur Abdin, la Montagna dei servi di Dio, conosciuto come il Monte Athos della Turchia, sopravvive ancora una delle più antiche tradizioni del cristianesimo. Monasteri millenari, antiche chiese e una spiritualità nella quale silenzio, preghiera e attenzione interiore hanno accompagnato generazioni di monaci e cercatori.



È stato un viaggio avventuroso, in solitaria, affrontato spesso con temperature quasi impossibili, che sfioravano i cinquanta gradi. Ma proprio questa durezza ha reso ancora più intensi gli incontri e i luoghi attraversati: meditare negli antichi monasteri del Tur Abdin, incontrare i monaci siriaci, assistere a liturgie celebrate in aramaico, attraversare paesaggi che sembrano appartenere a un altro tempo, fino alla navigazione sul fiume Tigri e agli incontri con comunità segnate dall’esilio e dalla dispersione come gli Yezidi.



Sono tornato con la sensazione di aver aggiunto un nuovo tassello alla mia ricerca sulle forme più antiche della meditazione cristiana e su quel filo sotterraneo che, attraverso i secoli, collega esperienza interiore, preghiera e conoscenza.

Il viaggio mi ha lasciato una quantità enorme di immagini, incontri e impressioni ancora da sedimentare. Proprio per questo ho intenzione di realizzare molto presto un documentario, per raccontare questi luoghi e soprattutto ciò che continuano ancora oggi a custodire.

Perché i luoghi possono essere lontani, ma il viaggio a cui continuamente ci richiamano è sempre lo stesso: quello verso una conoscenza più profonda di noi stessi.



 
 
 

Commenti


bottom of page