Acqua colomba e fuoco I tre volti del battesimo

Sulle rive del Giordano, Giovanni battezza coloro che desiderano cambiare vita. L’immersione nell’acqua esprime il pentimento, ma il significato originario del termine greco metánoia è più profondo: indica un mutamento della mente, un diverso modo di vedere. Entrare nell’acqua significa allora riconoscere che la nostra condizione abituale non è definitiva e che una parte di noi deve essere lavata, abbandonata e rinnovata.
Anche Gesù scende nel fiume. Quando riemerge, i cieli si aprono e lo Spirito discende come una colomba. Il racconto unisce un movimento verso il basso e uno verso l’alto: l’essere umano entra nelle acque della propria natura, mentre una forza spirituale viene incontro a lui. La colomba non rappresenta soltanto pace e purezza. È anche messaggera fra cielo e terra, immagine di una presenza sottile che può posarsi sull’uomo quando si creano le condizioni interiori necessarie.
Giovanni annuncia però un altro battesimo: “Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. L’acqua purifica e prepara; il fuoco trasforma. Nell’Alchimia nessuna materia diventa qualcosa di nuovo senza attraversare il calore dell’athanor. Allo stesso modo, il lavoro interiore non consiste soltanto nel liberarsi da ciò che è negativo, ma nel convertire le energie meccaniche in coscienza. Il fuoco è volontà, amore e presenza, ma può operare soltanto su una materia resa disponibile.
L’apertura dei cieli indica inoltre che il limite fra due mondi, per un istante, diventa attraversabile. Non è necessariamente un fenomeno spettacolare. Può essere un momento di comprensione limpida nel quale l’essere umano riconosce una direzione e sente che la propria vita partecipa a un significato più grande.
Da una prospettiva iniziatica, il battesimo non rappresenta quindi un punto di arrivo. È una soglia. Prima avviene la scelta consapevole di entrare nella Via; poi iniziano le prove attraverso le quali quella scelta deve diventare vita reale. Non basta essere toccati dall’acqua: occorre imparare ad accogliere la colomba e sostenere il fuoco.
Possiamo allora osservare quale di questi tre momenti stiamo vivendo. Abbiamo bisogno di purificare qualcosa? Di aprirci a un’ispirazione più alta? Oppure di permettere che il fuoco trasformi una parte di noi che continua a opporre resistenza?



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