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Samhain: il mistero della soglia tra i mondi

Immagine del redattore: andrea bertolini
andrea bertolini
6 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Dalle antiche tradizioni europee alla Gnosi: il significato spirituale di Halloween


Ogni anno, il 31 ottobre, le nostre città si riempiono di zucche illuminate, maschere e decorazioni. Per molti Halloween è soltanto una festa commerciale importata dall'America. Eppure, dietro questa ricorrenza si nasconde una storia molto più antica, che affonda le sue radici nel patrimonio spirituale dell'Europa.

Presso gli antichi Celti, Samhain segnava il passaggio dalla stagione luminosa a quella oscura, dalla conclusione dei raccolti all'inizio dell'inverno. Era un momento particolare dell'anno, una soglia tra due cicli della natura, ma anche, secondo le credenze tradizionali, tra due dimensioni dell'esistenza.



Quando il velo tra i mondi si assottiglia

Si riteneva che durante Samhain il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse più sottile. Gli antenati potevano essere ricordati e onorati, mentre il mistero dell'invisibile sembrava avvicinarsi alla vita quotidiana.

Al di là di una lettura letterale di queste credenze, il simbolismo è straordinariamente suggestivo. Esistono momenti nei quali ciò che consideriamo stabile sembra dissolversi, lasciandoci intravedere una realtà più vasta di quella percepita abitualmente.

La soglia tra i mondi può allora essere compresa anche come un'immagine della nostra condizione interiore: il confine tra ciò che conosciamo di noi stessi e ciò che rimane ancora nascosto.


Dalle antiche feste pagane al calendario cristiano

Non è certamente casuale che, proprio in questo periodo dell'anno, il calendario cristiano celebri Ognissanti, il 1° novembre, e la commemorazione dei defunti, il 2 novembre.

Non si tratta semplicemente di una festa pagana alla quale è stato cambiato il nome. Le origini e lo sviluppo delle celebrazioni cristiane sono più complessi. Tuttavia, nel corso dei secoli, le antiche consuetudini popolari e le nuove ricorrenze religiose hanno finito per incontrarsi, sovrapporsi e influenzarsi reciprocamente.

Cambiano i linguaggi, le credenze e i rituali, ma rimane una domanda fondamentale: quale rapporto esiste tra il mondo visibile e quello invisibile, tra la vita e la morte, tra ciò che passa e ciò che permane?

È una domanda che attraversa le grandi tradizioni spirituali dell'umanità.


Le zucche illuminate: una memoria europea

C'è poi un particolare che mi piace ricordare, soprattutto quando sento affermare che le zucche illuminate sarebbero soltanto un'invenzione americana.

Mio padre proveniva dall'area di Trieste, mentre mia madre aveva origini serbe. Due ambienti culturali differenti, appartenenti a regioni diverse dell'Europa. Eppure, entrambi mi raccontavano che, già nei primi decenni del Novecento, i bambini intagliavano le zucche, vi introducevano una luce e le utilizzavano nelle loro feste e nei loro giochi.

Sono ricordi che mi hanno accompagnato fin dall'infanzia e che testimoniano quanto certe usanze fossero radicate nella cultura popolare europea.

La tradizione delle lanterne intagliate, del resto, è documentata anche nelle isole britanniche, dove originariamente si utilizzavano spesso rape e altri ortaggi. Furono gli emigranti a portare queste consuetudini in America, dove la zucca divenne il simbolo più conosciuto di Halloween.

Ecco perché, quando intaglio una zucca e vi accendo una candela, non penso tanto a una moda contemporanea. Mi piace piuttosto riconoscere in quel piccolo gesto un legame con le generazioni che ci hanno preceduto.


Samhain e la conoscenza di sé

Ma quale significato può avere oggi questa antica ricorrenza per chi segue un cammino di ricerca spirituale?

La Gnosi ci invita a non fermarci alle apparenze, a riconoscere che la realtà dell'essere umano non si esaurisce nella sua dimensione esteriore. Esiste una conoscenza che non nasce soltanto dallo studio, ma dall'esperienza diretta e dalla trasformazione della coscienza.

In questa prospettiva, il passaggio dalla luce all'oscurità può diventare il simbolo di un viaggio interiore.

L'oscurità non rappresenta necessariamente qualcosa di negativo. Può indicare ciò che ancora non conosciamo, quelle regioni della nostra interiorità nelle quali dobbiamo imparare a entrare senza paura.

Anche nell'Alchimia, la nigredo, la fase oscura dell'Opera, precede il processo di purificazione e trasformazione. La luce non viene conquistata fuggendo dall'oscurità, ma attraversandola consapevolmente.

Samhain può allora ricordarci che ogni autentico cambiamento comporta una fine e un nuovo inizio. Qualcosa deve essere lasciato andare affinché qualcosa di nuovo possa nascere.



Una piccola meditazione per la notte di Samhain

Questa sera, se ne avete la possibilità, accendete una candela e concedetevi qualche minuto di silenzio.

Sedetevi comodamente, chiudete gli occhi e portate l'attenzione al respiro. Percepite il vostro corpo, il luogo in cui vi trovate, il semplice fatto di essere presenti.

Immaginate di trovarvi davanti a una soglia. Alle vostre spalle lasciate ciò che appartiene al passato: esperienze, abitudini, paure, immagini di voi stessi alle quali continuate ad aggrapparvi.

Davanti a voi si apre uno spazio sconosciuto.

Non cercate di riempirlo con pensieri o aspettative. Rimanete semplicemente presenti.

Poi immaginate una piccola luce che si accende nel vostro cuore. Non deve illuminare tutto ciò che vi circonda. È sufficiente che vi permetta di riconoscere la vostra presenza.

Restate qualche istante in questa condizione, accompagnando il respiro con un silenzioso «Io sono».

Forse il significato più profondo di Samhain è proprio questo: ricordarci che la vita è un continuo attraversamento di soglie e che, anche quando il mondo esteriore sembra sprofondare nell'oscurità, possiamo imparare a custodire e alimentare la nostra luce interiore.

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