15 - Nag Hammadi la parola ritrovata
Nel dicembre del 1945, nei pressi di Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, alcuni contadini scoprirono una grande giara sepolta vicino alle rocce di Jabal al-Tarif. All’interno si trovavano tredici codici rilegati in pelle. Nessuno poteva immaginare che quei manoscritti avrebbero trasformato la nostra conoscenza delle origini cristiane.
I codici, scritti in copto nel IV secolo ma derivati in gran parte da opere greche più antiche, contenevano oltre cinquanta trattati. Fra essi si trovavano il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Verità e l’Apocrifo di Giovanni. Per secoli avevamo conosciuto gli gnostici soprattutto attraverso le confutazioni di Ireneo e degli altri eresiologi. Ora potevamo finalmente ascoltare la loro voce.
Non sappiamo con certezza perché i libri furono nascosti. Secondo un’ipotesi appartenevano a un vicino monastero pacomiano e furono messi al sicuro quando, nel IV secolo, aumentò la pressione contro gli scritti non canonici. Forse qualcuno volle sottrarli alla distruzione; forse la raccolta aveva una storia diversa. Il mistero della giara rimane aperto.
Questa vicenda ricorda, per analogia, la tradizione tibetana dei terma, i tesori spirituali nascosti in tempi difficili affinché potessero essere ritrovati quando gli esseri umani fossero stati pronti a riceverli. Anche il Bardo Thödol, conosciuto come Libro tibetano dei morti, viene considerato un testo-terma riportato alla luce secoli dopo il suo occultamento.
Non esiste naturalmente alcun collegamento storico tra i terma tibetani e i codici egiziani. Eppure l’immagine è potente: una conoscenza affidata alla terra attraversa il silenzio dei secoli e riemerge nel momento opportuno.

Nel 1945 l’umanità usciva dalla più devastante guerra della propria storia. Proprio allora tornarono alla luce testi che parlavano dell’oblio, della condizione di estraneità e della necessità di risvegliarsi. Possiamo considerarlo un caso. Possiamo anche leggervi, senza trasformarlo in una prova storica, un segno della Provvidenza.
Non possediamo tutto ciò che gli gnostici scrissero: molto è andato perduto. Abbiamo però un patrimonio straordinario che permette alla Gnosi di parlarci senza il filtro dei suoi avversari. Oggi quei testi sono tradotti, studiati e accessibili a chiunque desideri avvicinarsi alle origini. I libri furono sepolti, ma non tacquero per sempre. Dopo quasi sedici secoli, la parola nascosta tornò alla luce.



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