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Equinozio di Primavera 2026

  • andreabertolini62
  • 20 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La mattina dell’equinozio ha un’atmosfera particolare. Non è ancora “primavera piena”, eppure non è più inverno. L’aria porta con sé un profumo di promessa: la stessa luce che fino a ieri pareva esitante, oggi sembra tornare a occupare il suo posto.


Il 20 marzo 2026 l’anno raggiunge uno dei suoi punti più simbolici: giorno e notte si tengono in equilibrio, come due piatti di una bilancia che smettono per un istante di oscillare.


Nella Gnosi, questo equilibrio non è un’idea astratta: è un invito pratico. Ci ricorda che il lavoro interiore non consiste nel “scegliere la luce” e reprimere l’ombra, ma nel portare coscienza in entrambi i poli. In questi giorni, la natura ci mostra la sua sapienza: sotto la terra, i semi hanno lavorato nel buio, senza fretta, senza clamore. Ora emergono. Non perché hanno “vinto” l’inverno, ma perché lo hanno attraversato.

E qui, se siamo attenti, la lezione diventa personale. Anche dentro di noi c’è stato un inverno: un tempo di contrazione, di stanchezza, di silenzi non scelti, di pensieri ripetitivi.


L’equinozio ci offre una soglia: non per cancellare ciò che è stato, ma per trasformarlo in nutrimento. È il momento ideale per una domanda semplice, gnostica nel senso più concreto del termine: “Dove sto mettendo la mia energia?” E subito dopo: “Che cosa, in me, sta chiedendo di nascere davvero?”

Nel progetto “Viaggio nella Gnosi”, questo passaggio è prezioso: perché ogni conoscenza che non diventa esperienza resta teoria, e ogni esperienza che non diventa presenza resta un’emozione. L’equinozio ci chiede una terza cosa: continuità. Piccola, quotidiana, reale.



Meditazione dell’Equinozio (10 minuti)


Siediti in silenzio. Schiena comoda ma dritta.

1.     Respira tre volte lentamente, come se stessi “spolverando” la mente.

2.     Porta l’attenzione al petto. Immagina una luce tenue, non abbagliante: la luce dell’alba.

3.     Con ogni inspirazione, senti che questa luce si espande. Con ogni espirazione, lascia scendere un po’ di quiete nel ventre.

4.     Ora visualizza una bilancia: a sinistra la notte, a destra il giorno. Non devi spostarla. Devi solo guardarla.

5.     Chiediti: “Qual è un gesto concreto, piccolo, che posso fare da domani per nutrire la mia primavera interiore?”

Resta in ascolto. Poi apri gli occhi, senza fretta.


 
 
 

2 commenti


Salvo Ciulla
Salvo Ciulla
20 mar

Bellissima riflessione che aiuta a comprendere questo passaggio importante dell' anno e dentro di noi. Grazie Andrea

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Dino Bertuccelli
Dino Bertuccelli
20 mar

Una sana consapevolezza di questi giorni primaverili, grazie Andrea

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